A. SI E’ DIPLOMATO!

La nostra “lettera per A.”, ha fatto commuovere 20.000 insegnanti! Volete sapere com’è andata a finire?

Caro A.,

Non mi sono mai sentita così vecchia: sei il mio primo bimbo che si diploma!

Ti hanno interrogato in tutte le materie, anche il presidente di commissione ha voluto metterti alla prova direttamente. Tua mamma si è fatta bella come una diva, tuo papà ha fatto finta di andare al lavoro. Io giravo in automobile intorno alla tua scuola, per vederti in caso fossi uscito. Ho scelto di non entrare perché questa e’ una cosa tua e l’esame va vissuto con i professori e i compagni. Ti hanno chiesto cosa farai dopo l’istituto agrario: hai parlato del progetto di un centro che offra l’opportunità di svolgere lavori agricoli a contatto con la natura a ragazzi con difficoltà: non ne avevamo mai parlato. E’ una risposta bella, anche furba, visto il contesto. 
Hai festeggiato con i tuoi vecchi educatori, patatine e analcolico, hai preso un gelato con me e mio figlio, poi hai visto che in giro c’erano delle belle ragazze e sei rimasto in paese. Mi hai sgridata per come tengo l’automobile, commentato la mia guida, giocato con noi: sei bravo con i bambini. Quando ho pensato di non poter essere più fiera di te, hai iniziato a elencare quelli che devi ringraziare per questo ennesimo successo. E allora lascia, caro A., che la tua “insegnante speciale” ti corregga ancora una volta: non ringraziare nessuno. Come nello sport, gli allenatori lo sanno se sei un campione. Desiderano solo che tu viva le soddisfazioni per cui hai lavorato e che il mondo te lo riconosca.

Ho imparato da te, dai tuoi straordinari genitori, dall’ingenua chiarezza con cui vedi le cose attraverso le esperienze dei tuoi vent’anni. Frequentarti mi ricorda la natura del mio lavoro ripulita dalle delusioni, dalle invidie, dalla politica, dai problemi economici, dalla politica ( l’ho già detto?) … e mi fa riflettere perche’ lavoro in un sistema in cui, crescendo in titoli e competenze, si viene allontanati dal bisogno primario di cui e’ fatto il lavoro di insegnante: dare valore agli altri.

P.S. Un brindisi anche alla salute di  quelli che hanno cercato ostacoli e cavilli che ti impedissero di contraddire i loro manuali… ti hanno insegnato a studiare il doppio, poi il triplo. E a un certo punto hanno capito che sarebbe stato assurdo fermarti. Hai vinto!

 

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