Alla fiera dei MAKER per riempirsi di idee

 

+ME e altre proposte di Luca D’Agostino

Dal 1 al 3 dicembre si terrà Fiera di Roma il più importante spettacolo europeo sull’innovazione Il Maker Faire 2017 che al grido di “Scopri, Inventa, Crea!” raccoglierà tutti i makers e gli appassionati di ogni età e background a presentare i propri progetti e condividere le proprie conoscenze e scoperte. E’ un evento pensato per accendere i riflettori sulle più disparate invenzioni dal campo scientifico e tecnologico al biomedicale, dalla manifattura digitale all’internet delle cose, dall’alimentazione al clima e alle nuove forme di arte, spettacolo, musica e artigianato. Maker Faire Rome è incontro, confronto, formazione, divertimento e interazione aperto agli addetti del settore, alle famiglie, ai bambini e agli studenti ma anche ai numerosi imprenditori e professionisti interessati a conoscere e informarsi sui diversi progetti presentati.

Una manifestazione immancabile che, nell’edizione del 2016, ha ospitato più 110.000 presenze e ben oltre 600 progetti provenienti da 65 paesi diversi, con un notevole impatto mediatico grazie alle centinaia conferenze, ai live talk, ai workshop e ai 700 giornalisti accreditati. E’ un modo per conoscere e per farsi conoscere ma anche un evento importante in materia sanitaria e preventiva: basti pensare che, nell’edizione passata, la società Sanofi Genzyme, una delle più grandi compagnie di biotecnologie al mondo dedicata alle malattie rare, alla sclerosi multipla, all’immunologia e all’oncologia, ha promosso il contest #MakeToCare (https://www.maketocare.it/) con la missione di trovare soluzioni innovative contro la disabilità. Al Make Faire Rome del 2014 è stato presentato l’acclamato +ME (PlusMe), progetto ideato e realizzato dal giovane architetto turco Beste Özcan che lo ha definito <<un plug-in emotivamente sensibile per gli adulti ed un oggetto transizionale motivazionale per i soggetti affetti da autismo che grazie al prototipo, un cuscino per il collo con integrazioni sensoriali visive, uditive e tattili, facilita la comunicazione interpersonale: il campione indossabile è un’interfaccia tattile con varianti di colore e di luci, altoparlanti con le tecnologie dei sensori e un telecomando che permette ai terapisti o ai genitori di regolare i feedback sensoriali reali. L’obiettivo principale del prototipo è di produrre specifiche reazioni controllate per facilitare la comunicazione tra i soggetti affetti da autismo e i loro genitori sia nella vita quotidiana sia durante le terapie con medici: dopo aver ricevuto feedback sensoriali positivi, i ragazzi autistici tendono infatti a concentrarsi maggiormente sulla comunicazione interpersonale e a raggiungere così i loro obiettivi nelle attività di apprendimento. Inoltre, il campione può essere utilizzato dagli adulti come plug-in per corpo che, con un tocco morbido, regala meravigliose pressioni calmanti e profonde».

In pratica, l’indossabile è un prodotto transizionale interattivo basato su Arduino che, reagendo al tatto, vuole facilitare e migliorare la capacità comunicativa dei soggetti autistici. Facile da usare collegato al Tablet tramite una comoda app, +ME svolge quattro funzioni principali: assume differenti colorazioni, produce diversi suoni, acquisisce dati in base alla presa tattica del soggetto malato e registra il battito cardiaco variando il tipo di risposta in base al compito assegnato.

Ad oggi, il progetto dell’architetto Beste Özcan è in fase di sperimentazione presso l’Istituto di Scienze e Tecnologie della Cognizione del CNR di Roma: per sostenerlo e continuare la sperimentazione, è possibile fare una donazione partecipando alla campagna di crowdfunding su Indiegogo. (https://www.indiegogo.com/projects/motivating-children-with-autism-to-communicate#/)

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