Buonanotte, figlia ormai grande del mio cuore.

Tra 4 mesi nostra figlia Benedetta compirà 18 anni.

Maggiore età , che pero’ per lei non significa cio’ che invece è per la maggior parte dei suoi coetanei: idea di indipendenza, sfida verso il mondo per conquistarlo, la patente per la macchina, la possibilità di star più tempo fuori la sera con gli amici o il proprio amico del cuore. Benedetta vive in modo semplice, come può dall’alto della sua diversità. Dicono di lei quelli che la conoscono che vive felice, amata, seguita , coccolata, viziata e spronata. Concordo , ma per fortuna non potrò mai sapere cosa frulla nel suo cervello un po’ più complicato del normale.

Ho usato la parola normale, anche se nel mondo tanto di normale non c’è purtroppo.

Noi genitori stiamo pensando alla sua festa di compleanno, in modo semplice, che possa piacere a Lei. Mentre scrivo mi scendono lacrime di felicità e preoccupazione ( SAGRIN  si dice nel piemontese che parliamo in casa, e che non volevamo insegnare a Benedetta, ma di cui lei ha carpito le parole che la interessavano, miste all’italiano ).

Siamo fortunati ad avere Benedetta, io e la sua mamma. Non riusciamo ad immaginare la nostra vita come se lei non ci fosse. Domani, anzi oggi vista l’ora, Benedetta andrà in gita di 5 giorni!!!!!!, con la scuola insieme ai suoi compagni ed alle sue professoresse che la seguono. Noi saremo come orfani di lei, mentre lei sono sicuro si divertirà a non averci tra le scatole. Naturalmente è una mega preoccupazione. Preparativi come andare sulla Luna, ma va bene così, come dice la sua  sorellona: se e’ per Benedetta si fa di sicuro.

Questa è una puntata della storia di Benedetta, cominciata quasi  18 anni fa e che ci ha cambiato la vita……in meglio.  Giusto così , per chi non lo sa Benedetta  e’ una ragazzina disabile con handicap cognitivo di livello medio grave, farmacologicamente trattata ( che brutta parola….) per evitare crisi epilettiche, parla poco, interagisce in modo atipico e non e’ in grado di poter badare a se stessa da sola. Una volta si sarebbe chiamata ritardata mentale, o forse ancora adesso qualcuno la chiamerebbe così. E’ pero’ capace di Amare, lo dicono sempre gli altri, e io sono naturalmente d’accordo. E’ il motivo per cui vale la pena vivere. Io non ne vedo altri.

Buonanotte a tutti e buonanotte alla mia piccola grande figlia che inizia ad avventurarsi nel mondo senza di noi. Le emozioni sono tante, forse non sono quelle “normali” ma a me sembrano quelle buone, sane e intense di tutti i genitori innamorati.

Giuseppe Villosio

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