La Pedagogia, Burioni, lo Sport , l’Agonismo e la Democrazia

La Pedagogia, Burioni, lo Sport , l’Agonismo e la Democrazia

Non è carino nominare invano un grande medico accademico e ricercatore come Roberto Burioni su righe leggere e irriverenti come quelle di seguito riportate, frasi scritte con la sola volontà di far comprendere a categorie quale genitori, politici e insegnanti quanto sia importante la conoscenza.

Cerchiamo a questo punto di comprendere che legami ci siano tra i termini citati.

Chi è il pedagogista, o almeno chi era?

Il pedagogista, figura oggi considerata di bassa importanza anche se ancor presente nel nostro paese, è quella figura che ha, anzi avrebbe, istituzionalmente un compito “teoricamente”  molto importante, ovvero aiutare la persona (fanciullo, adulto, o professionista che sia), a comprendere quali siano le strutture cognitive  alla base degli apprendimenti.

Al fanciullo insegnerà a riconoscere quali siano i meccanismi che gli sono propri nei processi di apprendimento con lo scopo di rendere i suoi sforzi maggiormente efficaci ed efficienti. All’adulto, soprattutto se appartenente al mondo dell’educazione, darà informazioni sul come rendere il proprio modo di divulgare la propria disciplina, il più poliedrico possibile con lo scopo di  renderla fruibile ad un maggior numero di sistemi di elaborazione ovvero, avere più soggetti/allievi in grado di seguire in modo fruttuoso le proprie lezioni.

Ok … sin qui ci siamo, ma cosa c’entra tutto ciò con un luminare della ricerca immunologica, con lo sport e l’agonismo?

Cerchiamo di comprendere i legami.

Una delle più famose frasi del Virologo Dott Roberto Burioni, recita: “la scienza non è democratica e uno non equivale a uno”. Tutto ciò è lapidariamente vero ed incontrovertibile, la scienza, quella vera e non quella postata sui social media, necessita di studio, prove, verifiche, analisi di enormi quantità di dati, estenuanti tentativi di inficiare quanto scoperto con lo scopo di consolidare quanto scoperto, per tale motivo può argomentare di argomenti scientifici solamente la persona avente le specifiche e necessarie competenze, mentre l’opinione dell’uomo di strada, anche se ben informato non può mai equivalere a quello dello scienziato specialista.

Iniziamo quindi a comprendere che capire come capire, sin dai primi momenti della nostra vita, è alla base della differenza tra un ricercatore e un postatore compulsivo di pseudo informazioni scientifiche sui social media.

La scienza non è democratica, la scienza è per coloro che evidenziano capacità e, soprattutto, caparbietà …. la capacità di comprendere ciò che si accingono a studiare e la caparbietà di non mollare mai, di continuare i propri sforzi nonostante le difficoltà e la fatica.

Questo vuol dire che una persona di cultura medio bassa ha minor valore di uno scienziato? …. Assolutamente NO, vuol però dire che ogni persona può e deve evidenziare le proprie conoscenze nell’ambito delle proprie competenze.  Difficilmente  vedrei Il Dott. Burioni uscire indenne in un confronto sulla storia della seconda guerra mondiale con lo storico Gianpaolo Pansa, di astronomia con la compianta Margherita Hack, di psicologia dell’età evolutiva con l’altrettanto compianto Guido Peter o di impianti di riscaldamento a pavimento con il mio idraulico di fiducia. Ognuno ha il suo ruolo … quello del medico è fare una diagnosi e trovare una cura, quello del paziente è ascoltare e curarsi secondo quanto ha prescritto il medico.

E il parallelo con lo Sport e l’agonismo?

Analogo ….

Lo sport, inteso come momento ludico da passare in compagnia o da soli, praticando un’attività ricreativa, rilassante ed emotivamente detensionante come la corsa, la bicicletta, il calcio, un’arte marziale, ecc. a tutti concesso … anzi vivamente consigliato per il mantenimento di una buona salute … ma l’agonismo no.

L’agonismo non è assolutamente democratico.

L’agonismo … quello vero, quello di chi mira ad ambiziose mete è per pochi, pochissimi, come per pochi, pochissimi è il raggiungimento di ambiziosi traguardi curriculari. La pratica di uno sport in forma competitiva, richiedente di eccellere nei confronti non solo di se stessi, ma anche e soprattutto nei confronti di altri soggetti aventi lo stesso obbiettivo finale, richiede caratteristiche fisiche, neurologiche, psicologiche e caratteriali presenti in ben pochi soggetti, soprattutto se gli obbiettivi sono elevati.

Analogamente a ciò anche il mondo dei tecnici sportivi mette in evidenza gli stessi parallelismi, il tecnico di basso profilo culturale, con formazione superficiale non in grado di comprendere che anche nel mondo dell’amatorialità si necessita di professionalità è generalmente onnipresente in tutte quelle situazioni che ho precedentemente definito  “democratiche”, ovvero preparatori di atleti o squadre con obbiettivi di basso profilo, necessitanti di piccoli impegni personali, bassi investimenti economici e sociali. Al contrario atleti di alto profilo necessitano di equipe altamente professionali, esperti di settore, ricercatori in specifici ambiti, come medicina sportiva, biomeccanica, dietologia ecc.

Eco la motivazione di base di una corretto approccio pedagogico nell’educazione del sistema sociale, la persona deve essere educata, sin dal primo vagito che la vita non sempre e democratica, che tutti hanno la medesima dignità ma che in una discussione non tutti hanno lo stesso valore.

Presunzione? NO

Il presuntuoso è chi “presume troppo di sé, chi si reputa superiore a ciò che realmente è, che ha un’opinione eccessiva delle proprie doti, delle proprie capacità” (diz. Treccani online). Lo scienziato che SÀ , il campione che vince un kermesse mondiale, il preparatore tecnico che l’ha preparato non sono dei presuntuosi sono persone che semplicemente hanno investito molto sino al punto di sapere molto o saper fare molto, la presunzione la allocherei in quella massa informe che oggi alloca la propria formazione nei social media, in coloro che presumono che la lettura in un articolo casualmente letto su una rivista nella sala d’attesa del medio avvicini la propria conoscenza a quella del medico in coloro che la partita a calcetto del venerdì sera avvicini le proprie prestazione a quelle degli atleti della nazionale.

La conoscenza non è democratica ma l’ignoranza purtroppo si.

Presumere di sapere quando si ignora crea gravi danni, pensare di saperne più di un virologo può uccidere, pensare di sapere come un vero tecnico sportivo può generare traumi fisici e/o psicologici nei nostri fanciulli. La democrazia è sinonimo di libertà … il sapere, quello vero, rende liberi e quindi la democrazia dipende dal sapere.

L’antipatico Odisseo (ovvero il pedagogista di Errepiù)

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