Il “Metodo ABA” non funziona!

 

Perché ABA è una Scienza (ovvero come difendersi dai METODI)

Piccola storia breve da studente di ABA(B):

A: “sì, anche io utilizzo il METODO ABA”


B: “(sgrunt)”.

Fine.

Nel sofferto “Sgrunt” di B ci sono ipotetiche varie alternative di risposta tra cui:

  1. “ABA NON è un METODO!”
  2. “ABA NON è un METODO, è una SCIENZA!”
  3. La prossima volta che incontrerà A, parlerà del tempo.

Alzi la mano chi almeno un giorno sì ed uno no non legge in rete l’infelice dicitura METODO ABA: su Facebook,  volantini che vendono corsi di formazione (se non addirittura Master certificati o corsi RBT) in Metodo ABA, o annunci che offrono posti di lavoro per educatori con formazione in metodo ABA, o ancora centri estivi con applicazione della metodologia ABA, e chi più ne ha più ne metta.

In Italia, il termine “metodo”, che sarebbe pure giusto in termini tecnico-scientifici (“Procedimento messo in opera seguendo criteri sistematici in vista di uno scopo; complesso organico di regole, principi, criteri in base ai quali si svolge un’attività teorica o pratica“, dal Dizionario della lingua italiana Sabatini Coletti) è cambiato nel tempo, soprattutto in educazione; ad oggi esistono centinaia di “metodi” educativi, nostrani o importati dall’estero.

Il panorama variopinto dei metodi offre mille possibilità educative dedicate ai nostri pargoli, dalla grande Trinità classica di Montessori/Steiner/Feuerstein, attraversando ogni genere di scuola senza banco, senza zaino, senza voti, senza compiti, senza insegnante, senza mura (a quando la scuola senza bambini?), per arrivare in questa torrida estate 2017 all’espandersi dei metodi educativi positivi basati sul metodo ABA. Metodi di metodi, dunque. Col metodo, naturalmente, escono i manuali: per crescere bambini felici, diventare genitori felici, essere insegnanti felici, creare ambienti felici. Come? Con la positività. Ma cos’è questa positività? E’ un metodo del metodo ABA. Mica l’ABA, per carità.

Leggendo, viene il dubbio che, pur non avendo studiato, parlino di Establishing Operations (novità rispetto alla motivazione intrinseca), Contingencies Building (novità rispetto alla lezione frontale), approvazioni sociali (novità rispetto alle sgridate) e apprendimento senza errori (novità rispetto a compiti impossibili a cui dare il voto “inclassificabile”). Ebbene sì, ma attenzione, non si può dire ABA e non si usano TUTTI i Principi della Scienza del Comportamento (non si può dire nemmeno Comportamento), ma solo alcuni, quelli che servono a:

  • 
proporre un nuovo METODO educativo basato solo su quei pezzetti di ABA, con un bel nome accattivante ed un logo colorato;
  • vendere quel nuovo METODO educativo come efficace in base alla letteratura scientifica riferita a quei pezzetti di ABA scelti come cuore del nuovo metodo.

Insomma, la moda educativa autunno/inverno 2017 sembra essere “R+”, proposto in salsa all’italiana.

ABA è la branca di ricerca applicata di una scienza giovane, con una metodologia, un’epistemologia, una filosofia della scienza, progressi in atto e limiti propri. Per chi la ama e la studia con desideri di approfondimento è triste vederla smembrata e venduta a pezzi, per scopi opposti rispetto a quelli per i quali è nata. Noi che siamo Errepiù abbiamo la possibilità, il dovere ed il piacere di poterla spiegare e diffondere, ESATTAMENTE così com’è: Applied Behavior (o Behaviour, se siete British) Analysis.

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